Il Galateo del matrimonio

Il Galateo del matrimonio

Il galateo del matrimonio

Riti e usanze, consigli e regole di comportamento. Le cose da fare e tutte quelle assolutamente da evitare per un matrimonio a prova di galateo.
Il matrimonio è uno dei riti sociali più antichi ed importanti, oltre che un evento mondano ricco di sfaccettature, natura- le quindi che sia proprio il galateo a definire molti degli aspetti delle nozze, regole di bon ton che si tramandano di generazione in generazione.


Fidanzamento e promessa di matrimonio

Per tradizione, l’annuncio di fidanzamento veniva fatto nel corso di un ricevimento organizzato dalla famiglia della sposa per i quale gli inviti erano organizzati dalla madre, mentre l’annuncio vero e proprio veniva enunciato dal padre.

Una volta stabilite le nozze nel seno familiare, è necessario che le famiglie si conoscano e, anche se si conoscono già, il galateo del matrimonio vuole che si celebri l’avvenimento con un pranzo intimo, al quale invitare al massimo qualche altro parente o amico strettissimo.

La consegna dell’anello

Tradizione vuole che il pranzo sia tenuto dalla famiglia dello sposo. La mattina del pranzo il fidanzato invierà alla promessa sposa un mazzo di fiori bianchi. A tavola il posto d’onore spetta ai fidanzati, che avran- no di fronte a loro i genitori di lei che avran- no rispettivamente alla loro destra e sinistra i genitori del futuro sposo.

In questa occasione lui le donerà l’anello di fidanzamento. Alla fine del pranzo si farà un brindisi di augurio alla nuova coppia di sposi. Secondo la tradizione, i genitori di lui regala- no un oggetto d’oro alla futura nuora, che solitamente è un gioiello di famiglia, con tutti i significati affettivi e simbolici ad esso legati.

 

L’annuncio in famiglia

Il ricevimento di fidanzamento era l’occasione per donare l’anello da parte del fidanza- to, che in quel momento diventava il fidanzato ufficiale. L’anello di fidanzamento era ricambiato dalla fidanzata con un regalo di valore equivalente, come ad esempio un orologio d’oro.

La società odierna è invece più volta alla informalità e alla snellezza per cui alcune tradizioni e regole dettate dal galateo possono essere trasgredite senza creare grossi problemi. Oggi, infatti, le famiglie sono quasi sempre a conoscenza della frequentazione, dei sentimenti e delle intenzioni dei rispettivi figli e non occorrono quindi discorsi formali ed ufficiali per annunciare la promessa di matrimonio.

Partecipazioni e lista nozze

Le partecipazioni si possono scegliere anche diverse dal solito, ci sono oggigiorno negozi specializzati che le, propongono in carte riciclata colorate a forma di cuore o decorate con dei fiori essiccati, con nodi d’amore o frasi romantiche. Chi volesse invece attenersi alla tradizione opterà per un cartoncino doppio raffinato ed elegante.

Particolarmente delicata è la questione della lista dei regali. Il consiglio è di non scegliere gli oggetti di corsa e senza la presenza dell’altro coniuge. Meglio dedicare almeno una giornata alla scelta di quello che si desidera per una nuova casa.

A proposito di regali, quando si ricevono i primi doni, è bene registrarne subito le caratteristiche vicino al nome del donatore sulla lista degli invitati, in modo da poter esprimere, nel biglietto di ringraziamento, la gioia di aver ricevuto proprio quel regalo. Questa menzione sicuramente farà piacere a chi si è dato la pena di sceglierlo e di farlo.

Per le piccole superstizioni

Per le piccole superstizioni tradizionali non c’è una guida. Forse molte spose vorranno indossare quel giorno qualcosa di nuovo, qualcosa di vecchio, qualcosa di blu. “Nuovo” è l’abito e “blu” potrebbe essere una giarrettiera o un nastro azzurro. Quanto al vecchio…spazio alla vostra fantasia!

Tradizione e buon gusto

Non si tratta di regole rigide ed immutabili, ma come sempre, quando si parla di galateo, ci troviamo di fronte ad usi e costumi che è bene seguire per rispettare la tradizione ed il buon gusto. Regole quindi che si rinnovano e mutano lentamente a seconda delle esigenze e dei mutamenti dei costumi.

Se si opta per un matrimonio a cui si vuol dare una certa solennità, il consiglio è di organizzarsi in tempo, prevedendo subito ogni dettaglio, mettendo per iscritto un elenco delle cose da fare, non affidando nulla alla memoria o al caso e dandosi delle priorità. Solo con ordine e un certo anticipo si arriverà a far tutto con un tocco personale, senza farsi prendere dal panico.

Il galateo in Chiesa

La cerimonia religiosa

è un rito antico e solenne in cui tutti i gesti e le parole hanno un preciso significato. Affinché le nozze risultino perfette e a prova di tradizione, è bene quindi seguire alcune regole del galateo. La cerimonia in chiesa, infatti, richiede un rituale specifico e ben definito.

La prima regola da seguire è che lo sposo e gli invitati si devono recare in chiesa prima della sposa. I parenti della sposa si distribuiranno nell’ala sinistra, quelli dello sposo nell’ala destra. Lo sposo entra in chiesa al braccio destro della madre o di chi ne fa le veci, mentre la sposa al braccio sinistro del padre.

Alla sposa è concesso arrivare con un leggero ritardo per creare una giusta attesa tra gli invitati e per farsi affidare al padre dal suo futuro marito. Una musica solenne accompagna l’entrata della sposa, il repertorio di musiche sacre adatte alla cerimonia nuziale è vastissimo, meglio quindi scegliere qualcosa di originale e poco sentito.

Se sono previsti damigelle e paggetti, questi devono essere vestiti allo stesso modo ed essere sempre in numero pari. Generalmente alla damigella spetta il compito di sistemare il velo della sposa sia all’entrata che all’uscita dalla chiesa. I testimoni invece si disporranno davanti all’altare ai due lati della coppia.

Segni e gesti simbolici

Ogni gesto della cerimonia anche la divisione del pane e del vino assume in questo caso specifico una valenza maggiore dei fondamentali valori cristiani che ognuno conosce: indica l’amore coniugale e l’impegno di mutuo aiuto che gli sposi contraggono.

Un bel ricordo di questo momento, il più importante della giornata, è sicuramente il libretto della cerimonia che in genere ogni parroco prepara e distribuisce non solo agli sposi ma anche agli invitati. Nel tempo il riaprirlo comporta il rispolverare le letture scelte e le parole che il sacerdote ha scelto per commentarle.

Bon ton del matrimonio civile

Anche il matrimonio civile richiede il rispetto di alcune regole sia formali che di comportamento, possiamo parlare quindi di galateo anche per il matrimonio in municipio.

Spesso la sala comunale, troppo austera e sobria, desta qualche perplessità circa la cornice emotiva che gli sposi immaginano e desiderano. Ma, con le dovute autorizzazioni, anche la sala comunale più spoglia può regalare la giusta atmosfera grazie a un accompagnamento musicale adeguato e a delicati addobbi floreali.

Ad accoglierla ci sono i parenti e gli invitati, disposti appena dietro le sedie degli sposi (a sinistra quelli di lei, a destra quelli di lui), e ad attenderla, lo sposo, in piedi accanto al tavolo dove il consigliere comunale o il sindaco celebrerà il matrimonio.

Alla fine del rito, gli sposi lasciano la sala comunale al suono (se lo desiderano) della marcia nuziale e sotto il tradizionale lancio del riso.

Il rito civile

è molto breve ed essenziale: in una ventina di minuti, gli sposi affiancati dai testimoni si dispongono di fronte al sindaco o a un Ufficiale di Stato Civile appositamente incaricato che legge gli articoli 143-144-147 del Codice Civile, rivolge la tradizionale domanda “Vuoi tu…” sia a lui che a lei, porge gli anelli per lo scambio, firma e fa firmare agli sposi e ai testimoni il registro comunale.

Secondo la legge, i testimoni, maggiorenni, devono essere almeno due, uno per la sposa e uno per lo sposo, ma nulla vieta che siano quattro o sei. Il loro ruolo non è solo formale, ma anche simbolico, per questo vanno scelti tra le persone particolarmente vicine alla coppia.

La sposa entra nella sala comunale al braccio sinistro del padre, se vuole indossando l’abito bianco, anche se è sconsigliato completarlo con il velo o avere uno strascico troppo lungo, e stringendo tra le mani il bouquet.

Come si dividono le spese?

Le spese del matrimonio vanno spartite tra le due famiglie. I genitori della sposa devono farsi carico delle partecipazioni e degli inviti. Devono pensare poi alle confezioni per racchiudere i confetti da offrire a tutti gli invitati dopo il taglio della torta nuziale.

Esigenze pratiche e tradizioni

La tradizione popolare vuole che la famiglia della sposa provveda anche all’acquisto del mobilio perla camera da letto, escluso il materasso, che toccherebbe al marito. E, dove c’è l’uso, al pranzo d’addio per le amiche d’infanzia.

Non mancano però anche le spese a carico dei genitori dello sposo. Tra queste ci sono l’anello sacerdote, il bouquet per la sposa, i fiori per il revers della giacca dei testimoni, le automobili per accompagnare i testimoni dello sposo, il viaggio di nozze l’acquisto della casa e le spese per l’arredamento. E, naturalmente il pranzo d’addio al celibato.

Queste sono le regole generali secondo la tradizione, ma naturalmente ogni singolo caso verrà risolto con intelligenza e buon senso dagli sposi stessi, a seconda delle esigenze e delle possibilità economiche delle due famiglie.

Gli obblighi delle famiglie

Compito della famiglia della sposa sono poi le bomboniere, da inviare dopo le nozze ai testimoni, ai parenti stretti e agli amici più cari. In più il corredo di casa, le spese per la cerimonia (compresi gli addobbi floreali, sia in chiesa, sia nel luogo del ricevimento) la musica, il rinfresco, le mance e l’eventuale affitto del luogo in cui festeggiare.

Spetta alla sposa anche il servizio fotografico e il regalo per lo sposo che deve durare tutta la vita. Inoltre dovrà pensare ad una generosa offerta per la chiesa, da consegnare in busta chiusa, all’automobile per la sposa, possibilmente guidata da un autista in divisa e un’altra per accompagnare i testimoni della sposa e gli eventuali ospiti di riguardo.

Riti e usanze del matrimonio

Semplice o solenne, davanti al sindaco o al prete, la cerimonia impone rituali che sanciscono e rendono pubblico il passaggio della coppia da uno stato a un altro. Ma, indipendentemente dalle scelte degli sposi sul tipo di cerimonia, alcune regole vanno rigorosamente rispettate.

In questo modo la felicità dovrebbe trasferirsi alla sposa. Qualcosa di blu come simbolo della purezza della Vergine Maria (di norma una giarrettiera).

Alla fine della cerimonia lo sposo darà la destra alla sposa e dietro di loro si formerà il cosiddetto corteo: la madre dello sposo alla destra del padre della sposa, la madre della sposa al braccio del padre dello sposo, seguiti da un’allegra scia di fratelli, zii, cogna- ti e amici in festa.

Rito del rapimento

Infine c’è il rito del rapimento della sposa, un’antica usanza, che nasce nel medioevo, quando degli uomini non sposati rapivano la sposa e la tenevano nascosta alla famiglia. Oggi il rapimento della sposa è solo un gioco, grazie al quale gli invitati hanno l’occasione di conoscersi un po’ meglio. Spesso la sposa viene nascosta nella birreria normalmente frequentata dallo sposo, dove quest’ultimo deve offrire da bere agli amici che lo hanno accompagnato alla ricerca della sposa.

Il giorno delle nozze

la sposa dovrebbe indossare le quattro cose seguenti: qualcosa di vecchio (ad es. un gioiello della nonna), per portare avanti la tradizione della famiglia; qualcosa di nuovo (ad es. il vestito da sposa), che simboleggia il futuro del matrimonio; qualcosa di presta- to da una persona felice (ad es. il braccia- letto di un’amica).

Il galateo del ricevimento

Come si è avuto già modo di dire, il tipo di ricevimento dipende dal tono che si è deciso di dare all’intera giornata, dal numero di invitati e dall’ora in cui si è svolta la celebrazione. Si può scegliere tra il tradizionale banchetto, il rinfresco, il brunch, la cena e la festa danzante.

Il servizio ai tavoli

Compito degli sposi nell’organizzazione del ricevimento, è accertarsi che ci sia una precisa scansione temporale nel servizio delle portate. Il servizio non deve essere affrettato ma nemmeno eccessivamente lento.

Si può scegliere tra tre tipologie di servizio: ai tavoli ove il personale serve tutte le portate ai tavoli; servizio a buffet ove i camerieri servono il primo piatto ai tavoli mentre per le pietanze e i dolci viene approntato un tavolo a cui gli invitati possono recarsi personalmente; buffet ove tutte le portate sono a disposizione degli ospiti su più tavoli.

Attenzione ai dettagli

Piccolo vezzo la realizzazione di menù personalizzati da realizzare in cartoncino piegato a libro da sistemare vicino al posto di ogni invitato e recante il nome degli sposi, la data delle nozze e le portate che verranno servite. I segnaposto riportano invece in corsivo elegante e inchiostro di china il nome dell’invitato, non preceduto da titoli

L’importante, affinché tutto sia perfetto, è non lasciare nulla al caso e orchestrare, soprattutto, la disposizione dei tavoli degli invitati, qualora si tratti di un vero e proprio banchetto, in modo da permettere agli invitati stessi di essere a loro agio e non creare situazioni di imbarazzo.

Quando si festeggia all’aperto

Se il rinfresco si tiene all’aperto meglio provvedere alla presenza di eventuali verande o gazebo nel caso di mutamenti repentini delle condizioni atmosferiche. Vero il detto ‘Sposa bagnata, sposa fortunata…’ ma meglio non doverlo provare sulla propria pelle.

Il galateo a tavola

Anche nel corso del banchetto di matrimonio è bene seguire attentamente le norme di bon ton nel comportamento a tavola. Secondo il galateo la sedia non deve essere né troppo lontana né troppo vicina: i gomiti devono essere sempre accostati al corpo e le mani, nel momento in cui non sono “occupate” con le posate, non vanno mai abbandonate in grembo.

Le buone maniere

suggeriscono di non riempire mai il bicchiere fino all’orlo, ne di versare altro vino se non abbiamo prima consumato quello già versato. Si beve a piccoli sorsi. Le signore baderanno a non lasciare sbavature di rossetto sui bordi, e sopratutto a non arricciare il mignolo.

Posato il bicchiere ci si asciuga leggermente la bocca, anche in questo caso le signore fanno in modo di non stampare le labbra sul tovagliolo. Non si alza mai il bicchiere verso chi ci sta versando da bere, ne lo si copre con la mano per rifiutare, basterà un lieve cenno.

Il cibo non va mai toccato con le dita, mai e in nessun caso; fanno eccezione la frutta e il pane. Bisogna evitare poi di servirsi dai piatti di portata con le nostre posate, in quanto di solito ne esistono di apposite sugli stessi. Mai portare alla bocca il cibo con il coltello, quest’ultimo serve solo per tagliare le pietanze.

Per raccogliere le ultime cucchiaiate di minestra non bisogna assolutamente mai alzare il piatto verso di noi. Non va la bocca verso la posata, ma la posata verso la bocca, e non si soffia sui cibi per farli raffreddare.

Piccole finezze

Infine un piccolo accorgimento quando si sospende di mangiare e bere per scambiare qualche parola con il vicino, bisogna lasciare la forchetta con le punte all’ingiù, e il coltello sul piatto con i manici divaricati e le punte che si toccano. Se invece abbiamo concluso il pasto le posate saranno collocate unite sul piatto con i manici verso destra.

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